Note Psicologiche
Informazioni, news e risorse sul mondo della Psicologia e del Benessere Psicofisico
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Percorsi di terapia di gruppo
Filed under EVENTIgen 14Visite: 104
Sono aperte le iscrizioni per i nuovi percorsi di Terapia di Gruppo ad orientamento Strategico per l’anno 2012. I prossimi percorsi terapeutici avranno inizio a partire dal mese di febbraio.La sede degli incontri è in zona Prati (nei pressi della metro A Cipro) e si svolgeranno illunedì pomeriggio dalle ore 15,00 alle ore 16,30 con cadenza mensile e con un massimo di 6 partecipanti. Ogni percorso prevede circa 8/10 incontri.
E’ aperto a tutti coloro che sentono la necessità di confrontarsi in una situazione gruppale, per migliorare e potenziare le proprie risorse personali, al fine di raggiungere un miglior equilibrio e un maggior benessere psicofisico.
Prima dell’ inserimento in un gruppo è previsto un breve colloquio conoscitivo individuale, che ha lo scopo di
focalizzare la richiesta del partecipante e la sua motivazione a prendere parte al percorso, inoltre rappresenta un momento di confronto e di scambio sulle regole del gruppo.Il costo di ogni incontro è di 35 euro (+ iva) a persona e verrà fatturato dalle conduttrici come prestazione sanitaria fiscalmente deducibile. Per informazioni e iscrizioni contattare le conduttrici telefonicamente o per email cliccando qui.
Cos’è e a cosa serve la psicoterapia di gruppo?
La psicoterapia di gruppo rappresenta un’ esperienza ed
un’ evoluzione personale ed affettiva condivisa con altri. Offre ai partecipanti l’opportunità di
scoprire come funzionano nelle situazioni di gruppo, i ruoli che ricoprono, le aspettative e le fantasie inconsce che hanno rispetto ai gruppi e gli ostacoli che incontrano nel rapporto con gli altri. Attraverso il gruppo si lavora sul singolo, utilizzando gli altri come “specchi”. Nel tempo si elabora – nel gruppo e grazie al gruppo – una vicenda affettiva condivisa: questa elaborazione contribuisce a trasformare la mentalità del gruppo verso forme di pensiero, di affettività e modalità di relazione più evolute.A cura della dott.ssa Lucia Recchione e della dott.ssa Benedetta Mattei
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Maggio di Informazione Psicologica
Filed under EVENTIapr 15Visite: 1556
Psycomunity sta organizzando il MIP 4 (edizione 2011) del Maggio di Informazione Psicologica.Durante il mese di Maggio 2011 saranno organizzate in numerose città d’Italia seminari, colloqui individuali, incontri a tema, convegni e conferenze su qualsiasi ambito della Psicologia. Tutte le iniziative saranno gratuite!
Aderendo all’iniziativa, anche presso il mio studio è possibile prenotare il primo colloquio di consulenza psicologica gratuita per tutto il mese di maggio 2001.
Per maggiori informazioni, per cercare uno psicologo e gli eventi previsti nella tua città, visita il sito www.psicologimip.it
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A Braccia Vuote
Filed under MONDO PSYmar 17Visite: 6153
Questo articolo nasce dal desiderio di diffondere la cultura del sostegno psicologico rivolto alle donne che affrontano un aborto spontaneo o una perdita perinatale. Nasce dalla lettura del libro “Quando l’attesa si interrompe” di Giorgia Cozza (link in bibliografia), da cui i contenuti, che ho ritenuto più significativi, sono stati estrapolati e riportati di seguito.Quello della gravidanza è un tempo privilegiato, unico, speciale, un tempo in cui la donna si apre alla vita, al dono, al futuro. Con quel test positivo il sogno ha inizio, un sogno fatto di aspettative e fantasie, di un amore mai provato. Il bambino cresce nel grembo materno, ma soprattutto cresce nella sua mente.
Quando intervengono complicazioni che portano ad un aborto spontaneo, questo enorme progetto dedicato alla creazione della vita subisce una brusca interruzione, la vita non si realizza, il processo si blocca in modo del tutto inatteso, e il sogno, il progetto, resta incompiuto.
Non c’è battito, l’attesa si è interrotta. Sono tante le donne che hanno dovuto sentire questa frase, poche parole, pesanti come macigni. Per quanto in teoria tutti sappiamo che l’aborto spontaneo è un evento purtroppo non raro, non si è mai davvero preparati ad una notizia del genere. Ci si scontra con il fatto che le fantasie, le aspettative non si realizzeranno più e il tempo della gioia si trasforma all’improvviso in tempo dello smarrimento, della delusione e del dolore. L’innaturalità di questo evento lo rende ancora più complesso, poiché laddove ci si aspetta la vita ci si scontra con la morte. Il 15-25% delle gravidanze Read the rest of this entry »
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mar 2Visite: 4801
Il termine stalking deriva dall’inglese “to stalk” che vuol dire inseguire, appostarsi durante la caccia, ed è utilizzato per indicare una sistematica violazione della libertà personale. Comprende un vasto campionario comportamentale che va dalle telefonate, lettere anonime, sms, pedinamenti ossessivi, inseguimenti ecc. La modalità più diffusa è la telefonata, ma sono in aumento anche gli sms e il cyberstalking ovvero attraverso le chatCHI E’ LO STALKER?: Può essere qualcuno che conosciamo bene come un ex partner, o che abbiamo conosciuto occasionalmente come un vicino di casa o uno sconosciuto magari incontrato al supermercato.
LE MOTIVAZIONI DELLO STALKER: lo stalker ha desiderio di avvicinare una persona da cui si sente ossessionato, vuole recuperare il partner perso, vuole cominciare una nuova relazione, vuole vendicarsi. Sperimenta un forte bisogno di relazionarsi, è immaturo emotivamente, egocentrico, sente una forte esigenza di riconoscimento e attenzione, spesso è preda dei suoi impulsi.
Alcuni studi compiuti su questo fenomeno (Mullen P. E. & al., 2000) hanno distinto due categorie di comportamenti attraverso i quali si può attuare lo stalking: La prima tipologia comprende le comunicazioni intrusive, che includono tutti i comportamenti con scopo di trasmettere messaggi sulle proprie emozioni, sui bisogni, sugli impulsi, sui desideri o sulle intenzioni, sia relativi a stati affettivi amorosi che a vissuti di odio, rancore o vendetta. Read the rest of this entry »
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feb 9Visite: 5044
Dolore e lutto, due termini così carichi emotivamente tanto da generare paura, sconforto e sofferenza, sia in chi li ascolta che in chi li vive, due parole che si riferiscono alle reazioni psicologiche delle persone che sopravvivono ad una perdita significativa. Il dolore è il sentimento soggettivo provocato dalla perdita di una persona amata. Il termine viene usato come sinonimo di lutto, sebbene, in senso più stretto, il lutto non sia altro che il processo con cui si risolve il dolore. Indipendentemente dalle differenze semantiche, sono presenti analogie sufficienti, nell’esperienza del dolore e della perdita di una persona amata, per definire il lutto come una sindrome che ha segni, sintomi, decorso e risoluzione prevedibili.L’espressione soggettiva del dolore si estende su un’ampia fascia di emozioni, che dipendono dalle aspettative, dalle norme culturali e dalle circostanze della perdita. Lo stato emotivo del lutto può accompagnare non solo la perdita di una persona cara, ma anche altri importanti momenti di cambiamento e separazione quali un trasferimento geografico, un cambiamento nel proprio ruolo sociale, la fine di un lavoro, la nascita di un figlio malato o l’impossibilità di mettere al mondo un figlio, la separazione dal coniuge.
Il senso di vuoto psichico, emotivo e a volte anche fisico, determina spesso un profondo stato di confusione tale da far sì che la persona non abbia più punti di riferimento, ci si sente smarriti, soli e Read the rest of this entry »
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gen 10Visite: 4535
Siamo arrivati al capolinea….ma spero non sia un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Ho cercato, in questi brevi resoconti di evocare le sensazioni di avversione verso il cristallizzarsi di ogni copione di relazione, poiché è questo il vero pericolo di ogni storia d’amore che puntualmente va a rotoli. E’ chiaro che non si può annullare qualcosa di appreso nel corso di molti anni, si rischierebbe di ritrovarsi a mettere in atto comportamenti diametralmente opposti che non farebbero altro che farci passare dalla padella alla brace. Nei loro effetti gli opposti si uniscono, in quanto facce della stessa medaglia. Il fatto che non sia proponibile un cambiamento radicale, non vuol dire che non sia possibile una gestione di successo delle proprie peculiarità personali e relazionali che vanno modulate e riorientate, in modo da renderle più funzionali, bloccando il processo di cristallizzazione di uno schema fisso. Il primo passo consiste nella gestione del proprio stile di relazione col partner rendendolo flessibile e adattabile.Prima di procedere con gli ultimi quattro copioni relazionali, mi soffermo su un aspetto metodologico importante: bisogna sfatare il ricorrente modo di trattare gli errori in amore, ovvero l’usuale reazione delle donne a tale argomento che si riassume nella domanda “e l’ uomo??”, facendo riferimento alle mancanze maschili Read the rest of this entry »

Che donna sei in amore? III Parte
Desiderio e sessualità
Quando la coppia “scoppia”
Che donna sei in amore? II Parte
Che donna sei in amore? I Parte
Progetto bambini e carcere: Giornata di orientamento per diventare volontario